Commissione Antimafia XVIII leg. e il caso Moro

La Commissione Antimafia della XVIII legislatura (2018-2022) ha dedicato una sezione della sua relazione finale all'eventuale presenza di terze forze, riferibili a organizzazioni criminali, nell'eccidio di via Fani. Questi articoli analizzano punto per punto le affermazioni della relazione, confrontandole con le perizie balistiche, le testimonianze processuali e i documenti delle Commissioni precedenti.

 

L'ennesima Commissione d'inchiesta

L'ennesima Commissione d'inchiesta

Per la quarta volta una Commissione Parlamentare di Inchiesta si interessa della vicenda Moro. Dopo due Commissioni specifiche e la Commissione Stragi, questa volta è la Commissione Antimafia a tornare ad indagare sui 55 giorni del rapimento ed in particolare ad individuare "terze forze riferibili a organizzazioni criminali". Ancora una volta si privilegiano opinabili ragionamenti logici all'analisi dei fatti.

I dubbi sulla terza perizia balistica

I dubbi sulla terza perizia balistica

La relazione dell'Antimafia contesta in più punti l'ultima perizia balistica richiesta dalla 2° Commissione Moro ed effettuata dalla Polizia scientifica nel 2015. La relazione, non si sa perché, stima la distanza percorsa dall'ultimo sparatore in 10/15 metri. Rileggendo la perizia è chiaro che la vera distanza è circa la metà.

L'audizione di Cristina Damiani

L'audizione di Cristina Damiani

La testimonianza di Cristina Damiani che durante l'azione brigatista vede un terrorista sparare da dietro la mini parcheggiata sul lato sinistro di via Fani. Da quale distanza Cristina Damiani assiste all'agguato. AnniAffollati, tramite Google, e con un calcolo del tutto empirico, cerca di misurare la distanza.

Le prove da sparo sull'FNA

Le prove da sparo sull'FNA

Nel 2015 la polizia scientifica ha effettuato delle prove da sparo con l'FNA sequestrato ai brigatisti ed identificato come l'arma che ha sparato i 22 colpi. Le strabilianti affermazioni dei Commissari antimafia in merito.

Moretti, Morucci e i vantaggi giudiziari

Moretti, Morucci e i vantaggi giudiziari

Anche per la Commissione Antimafia il motivo dell'adesione alla verità dicibile sono i "significativi vantaggi processuali e penitenziari" concessi ai brigatisti. La fake news su Moretti e l'incredibile errore sulla concessione della semilibertà a Faranda e Morucci.

Il quinto sparatore

Il quinto sparatore

Secondo la Commissione Antimafia in via Fani c'era un quinto sparatore. A conferma di questa tesi si porta la testimonianza di Paolo Pistolesi che, nel 2015 alla Commissione Moro, aveva affermato di aver visto 5 individui sulla sinistra di via Fani. Pistolesi dice di aver sentito solo i colpi di mitra e non aver visto nessuno sparare. Per la Commissione però, inopinatamente, Pistolesi vede "5 sparatori".

Il cambio di caricatore dell'FNA

Il cambio di caricatore dell'FNA

Una delle pochissime novità emerse dalla relazione è l'affermazione di Franco Bonisoli sul cambio del caricatore dell'FNA da lui impugnato. Fra mille perplessità per una dichiarazione resa ad oltre 40 anni di distanza, l'ammissione di Bonisoli identificherebbe in lui il brigatista dei 49 colpi e l'uccisore dell'agente Iozzino.

L'audizione di Franco Bonisoli

L'audizione di Franco Bonisoli

Franco Bonisoli, uno dei protagonisti dell'azione di via Fani, dopo tanti anni ha accettato di tornare a parlare della vicenda Moro. L'audizione, di cui al momento non si ha lo stenografico, è stata giudicata dai Commissari antimafia alquanto deludente. Le diverse considerazioni su persone che hanno avuto lo stesso percorso di pentimento.

Ancora la moto Honda

Ancora la moto Honda

La Commissione porta ben 7 testimoni che proverebbero la partecipazione della Honda all'azione. Analizzate in dettaglio si nota che solo due testimoni, Marini ed Intrevado, seppur in modo diverso, vedono l'Honda in azione. Per provare il coinvolgimento dell'Honda non basta il censimento delle moto passate nei paraggi di via Fani prima o dopo l'attacco.

Il garage di via Massimi non c'è più!

Il garage di via Massimi non c'è più!

La relazione della Commissione Antimafia disconosce il lavoro della precedente Commissione che aveva individuato in via Massimi 91 il possibile luogo del trasbordo di Moro. Per i nuovi commissari il passaggio di Moro da un'auto all'altra sarebbe avvenuto sempre in via Massimi ma all'aperto.

La fonte Contessa

La fonte Contessa

Nella relazione si torna a parlare della possibile partecipazione della criminalità comune all'azione di via Fani, rispolverando vecchie dichiarazioni di Gelli, Cutolo, Abatino, Pecorelli. Riappare anche Giustino De Vuono, il killer che "firmava" i suoi assassinii. Spunta anche la fonte "Contessa" che avrebbe indicato l'ultima prigione di Moro.

Come è stato ucciso il brigadiere Zizzi

Come è stato ucciso il brigadiere Zizzi

La Commissione torna a parlare del brigatista posto sulla destra di via Fani. A conferma di ciò si prospetta una nuova dinamica del ferimento del brigadiere Zizzi, colpito dopo essere uscito dall'Alfetta. La fantasiosa teoria smentita da una serie di precise evidenze.

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