"La protesta e la rivolta"

La protesta e la rivolta

I movimenti di protesta

negli anni '60 e '70

Gli anni Sessanta e Settanta videro qualcosa che non era mai successo nella storia repubblicana: studenti e operai in piazza insieme, non per chiedere qualcosa al governo ma per rimettere in discussione tutto: la fabbrica, l'università, la famiglia, la Chiesa.

Dal '68 in poi nacquero decine di organizzazioni che provarono a tenere viva quella spinta. I Cub tra gli operai, Lotta Continua, Potere Operaio, Avanguardia Operaia, l'Autonomia furono le più radicate, con giornali, assemblee e un modo di fare politica che non assomigliava a niente di quello che c'era prima.

La speranze andarono deluse.Per una parte di quella generazione la conclusione fu che il sistema non si riformava: andava abbattuto. Quando le piazze si svuotarono, alcuni presero quella convinzione sul serio fino in fondo. Lì cominciò la lotta armata.

Adriana Faranda e Valerio Morucci

La rivoluzione tradita

Nel 1945 una parte della sinistra italiana era convinta che l'occasione fosse arrivata: i partigiani erano armati, il vecchio ordine in macerie, una società diversa sembrava a portata di mano. Se fosse stata una possibilità reale o solo un'illusione, è ancora oggi una domanda aperta. Quel che è certo è che la sconfitta del 1948 lasciò una ferita che covò sotto la cenere per vent'anni, fino a esplodere negli anni affollati.

Prossimamente

Il governo Tambroni e la protesta popolare

Nell'estate del 1960, contro il governo Tambroni, scendono operai e partigiani, ma soprattutto migliaia di ragazzi, quelli che la stampa chiamerà «i giovani dalle magliette a strisce». La polizia spara, si contano morti in tutta Italia. Tambroni si dimette. Una generazione nata dopo la guerra è scesa in piazza per la prima volta.

Prossimamente

Quaderni rossi

Negli anni Sessanta nacque una costellazione di riviste che cercavano un'altra strada rispetto ai partiti della sinistra tradizionale: più critica, e radicale, Quaderni rossi fu fondata nel 1959 da Raniero Panzieri che mise al centro l'analisi della fabbrica e del lavoro operaio in chiave marxista,

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