Gli Anni affollati e il cinema

Le recensioni - 2

Le recensioni dei film. Un viaggio nel cinema degli anni affollati in 100 film

Adriana Faranda e Valerio Morucci

Anni di piombo

Leone d'Oro a Venezia nel 1981, il film di Margarethe von Trotta che ha dato il nome a un'intera epoca storica. Un'opera che affronta il terrorismo tedesco con intensità emotiva ma che solleva interrogativi sulla capacità del cinema di analizzare criticamente fenomeni così complessi senza rifugiarsi nell'intimismo..

Prossimamente

Io ho paura

Nel 1977 Damiano Damiani porta sul grande schermo la paura degli anni di piombo con Gian Maria Volontè nei panni di un brigadiere spaventato. Un film che oscilla tra denuncia civile e poliziottesco commerciale, senza riuscire a trovare un equilibrio convincente.

Prossimamente

Fragole e sangue

Simbolo della contestazione studentesca americana tra fine anni Sessanta e inizio Settanta, "Fragole e sangue" rappresenta uno dei documenti cinematografici più autentici del movimento pacifista anti-Vietnam. Un film-manifesto che racconta la rivolta della Columbia University e che divenne cult per i giovani protestatari di tutto il mondo.

Prossimamente

Una vita difficile

Nel breve giro di un anno, tra il 1961 e il 1962, Dino Risi dirige due capolavori del cinema italiano: "Una vita difficile" e "Il sorpasso". Se quest'ultimo ha ottenuto maggiore risonanza critica per la sua spietata analisi dell'italiano del boom economico, il primo rappresenta forse l'opera più profonda e politicamente significativa del regista milanese.

Prossimamente

Colpire al cuore

Nel 1982, mentre gli anni di piombo non erano ancora conclusi, Gianni Amelio affronta il terrorismo con straordinaria onestà intellettuale. Invece di analizzare il fenomeno, sceglie di mostrarne gli effetti devastanti sui rapporti più intimi, ammettendo coraggiosamente l'impossibilità di spiegare ciò che non era ancora comprensibile.

Prossimamente

Caro papà

Nel 1979 Dino Risi tenta di affrontare il terrorismo attraverso una storia padre-figlio, ma il risultato è un'operazione commerciale imbarazzante. Stereotipi abusati, terroristi ridotti a macchiette e qualunquismo sostituiscono l'analisi. Il declino della commedia all'italiana.

Prossimamente

La mia generazione

Un film scritto dall'interno del mondo terrorista che prometteva una visione inedita degli anni di piombo. Un'occasione in gran parte mancata: lo stereotipo non viene superato, solo ribaltato.

Prossimamente

Ero in guerra ma non lo sapevo

La storia di Pierluigi Torregiani, il gioielliere milanese trasformato dai media in "giustiziere" e poi ucciso dai PAC nel 1979. Un film che evita l'agiografia ma fatica a trovare una direzione coerente tra poliziottesco e cinema civile.

Prossimamente

Dopo la guerra

Un ex terrorista in fuga con la figlia dopo la fine della dottrina Mitterrand. Un film diviso in due parti di qualità disuguale che sfiora temi importanti senza mai affrontarli davvero.

Home ← Pagina 1 Tabella film