Lettera a Luigi Cottafavi

Luigi Cottafavi era un diplomatico italiano, ambasciatore, e stretto collaboratore di Aldo Moro durante il suo periodo come Ministro degli Esteri.

Anche questa lettera, riportando un chiaro accenno al primo appello di Waldheim, è stata scritta dopo il 22 Aprile.

 

Testo lettera

Ritrovata il 1/10/1978 nella base di via Monte Nevoso a Milano

 

Carissimo Cottafavi,

mi piacerebbe parlare così distesamente come mi è accaduto di fare l'ultima volta purtroppo le circostanze sono diverse. La mia disgraziata situazione mi induce a fare per suo affettuoso tramite un fervido appello a Waldheim, il quale, pur restando nei limiti umanitari che non sono sufficienti a sbloccare la situazione, ha usato un tono più caldo, dando l'impressione di poter fare all'occorrenza qualche cosa di più, forse in nome di vecchi rapporti di amicizia e di collaborazione. Da qui, accompagnata da una lettera che Le accludo, la mia supplica a Lei, perché me lo porti di urgenza in Italia.

Bisognerebbe fare davvero uno strappo. E bisogna aggiungere che non avrà un compito facile per le resistenze del governo che vorrebbe risolvere in termini umanitari (e cioè non pagando niente) la questione. E ciò dimenticando che in moltissimi altri paesi civili si hanno scambi e compensazioni e che in Italia stessa per i casi dei Palestinesi ci siamo comportati in tutt'altro modo.

Aggiungo che, trattandosi di un fatto politico, trattandosi di una mediazione, c'è un termine ragionevole di trattativa e che soprattutto al Presidente dell'ONU non dovrebbe essere rifiutata. E' insomma, caro Cottafavi, un estremo tentativo il cui successo è largamente affidato, se Dio vorrà, a che si metta in moto presto e con le ali. Se l'ONU salvasse una vita umana, strappandola a quest'Italia inetta, sarebbe una bella cosa.

Grazie l'abbraccio.

Aldo Moro

Ps. Un incontro a Ginevra sotto l'egidia della Croce Rossa sarebbe possibile?

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