Testo lettera
Ritrovata il 1/10/1978 nella base di via Monte Nevoso a Milano
Carissimo Cottafavi,
mi piacerebbe parlare così distesamente come mi è accaduto di fare l'ultima volta purtroppo le circostanze sono diverse. La mia disgraziata situazione mi induce a fare per suo affettuoso tramite un fervido appello a Waldheim, il quale, pur restando nei limiti umanitari che non sono sufficienti a sbloccare la situazione, ha usato un tono più caldo, dando l'impressione di poter fare all'occorrenza qualche cosa di più, forse in nome di vecchi rapporti di amicizia e di collaborazione. Da qui, accompagnata da una lettera che Le accludo, la mia supplica a Lei, perché me lo porti di urgenza in Italia.
Bisognerebbe fare davvero uno strappo. E bisogna aggiungere che non avrà un compito facile per le resistenze del governo che vorrebbe risolvere in termini umanitari (e cioè non pagando niente) la questione. E ciò dimenticando che in moltissimi altri paesi civili si hanno scambi e compensazioni e che in Italia stessa per i casi dei Palestinesi ci siamo comportati in tutt'altro modo.
Aggiungo che, trattandosi di un fatto politico, trattandosi di una mediazione, c'è un termine ragionevole di trattativa e che soprattutto al Presidente dell'ONU non dovrebbe essere rifiutata. E' insomma, caro Cottafavi, un estremo tentativo il cui successo è largamente affidato, se Dio vorrà, a che si metta in moto presto e con le ali. Se l'ONU salvasse una vita umana, strappandola a quest'Italia inetta, sarebbe una bella cosa.
Grazie l'abbraccio.
Aldo Moro
Ps. Un incontro a Ginevra sotto l'egidia della Croce Rossa sarebbe possibile?