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Lettera a Giulio Andreotti

Recapitata il 29 aprile 1978 | Divulgata Sì

La lettera è stata scritta, insieme alla lettere ad Piccoli ( non recapitata), Ancora, Misasi e Craxi, prima di domenica 22 aprile come si evince dalla lettera, mai recapitata, inviata da Moro all'allieva Maria Luisa Famigliari incaricata dal Presidente Dc di consegnare le missive. Non divulgata durante il sequestro fu pubblicata per la prima volta il 13 settembre 1978 da "Il Corriere della Sera">.

Lettera di Aldo Moro a Francesco Cossiga del 29 marzo 1978

Testo della lettera

Caro Presidente,

so bene che ormai il problema, nelle sue massime componenti, è nelle tue mani e tu ne porti altissima responsabilità. Non sto a descriverti la mia condizione e le mie prospettive. Posso solo dirti la mia certezza che questa nuova fase politica, se comincia con un bagno di sangue e specie in contraddizione con un chiaro orientamento umanitario dei socialisti, non è apportatrice di bene né per il Paese né per il Governo.

La lacerazione ne resterà insanabile. Nessuna unità nella sequela delle azioni e reazioni sarà più ricomponibile. Con ciò vorrei invitarti a realizzare quel che si ha da fare nel poco tempo disponibile. Contare su un logoramento psicologico, perché son certo che tu, nella tua intelligenza, lo escludi, sarebbe un drammatico errore.

Quando ho concorso alla tua designazione e l'ho tenuta malgrado alcune opposizioni, speravo di darti un aiuto sostanzioso, onesto e sincero. Quel che posso fare, nelle presenti circostanze, è di beneaugurare al tuo sforzo e seguirlo con simpatia sulla base di una decisione che esprima il tuo spirito umanitario, il tuo animo fraterno, il tuo rispetto per la mia disgraziata famiglia.

Quanto ai timori di crisi, a parte la significativa posizione socialista cui non manca di guardare la D.C., è difficile pensare che il PCI voglia disperdere quello che ha raccolto con tante forzature. Che Iddio ti illumini e ti benedica e ti faccia tramite dell'unica cosa che conti per me, non la carriera cioè, ma la famiglia.

Grazie e cordialmente tuo Aldo Moro

On. Giulio Andreotti Presidente del Consiglio dei Ministri


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