Via Fani: la strada dei fantasmi - 1

L'agguato del 16 marzo 1978 sconvolse l'Italia. Nessuno si aspettava dalle Brigate Rosse un'azione così potente. Franco Piperno, leader di Potere operaio, definì l'agguato di via Fani "un'azione di geometrica potenza",

Cinque processi. e quattro commissioni di inchiesta parlamentare hanno cercato di ricostruire l'attacco di Fani. Delle risultanze processuali, ,con decine di libri ed inchieste, si è contestato praticamente tutto dando vita ad un filone investigativo denominato "dietrologia" in cui si prospettano sceneri ben diversi.

AnniAffollati, negli articoli che seguono, cercherà di rispondere, confrontando con il massimo rigore, le diverse nuove ipotesi con quanto emerso nei processi e nelle commissioni parlamentari.

Adriana Faranda e Valerio Morucci

Via Fani: misteri o fantasmi?

Molti dei cosiddetti "misteri del caso Moro" riguardano l'agguato del 16 marzo. A oltre 40 anni di distanza continuano ad aleggiare su via Fani innumerevoli fantasmi. Malgrado le risultanze processuali una parte dell'opinione pubblica crede che la verità non sia stata accertata. AnniAffollati torna ad esaminare gli interrogativi relativi all'agguato brigatista partendo da una puntuale rilettura della documentazione prodotta

Prossimamente

Superkiller od operaiacci.

L'agguato di via Fani è stata un azione di alta specializzazione militare o soltanto un attacco che si è basato sull'effetto sorpresa? Un azione perfetta di "geometrica potenza" o piena di imprevisti con mitra inceppati e manovre sbagliate? Le conclusioni della prima commissione Moro, nel 1982, quasi mai citate nei lavori giornalistici, sull'eccidio di via Fani.

Prossimamente

Il gruppo di fuoco

Quante sono le persone che la mattina del 16 Marzo 1978 sparano in via Fani? I brigatisti hanno sempre sostenuto che solo 4 Br, vestiti con le divise di volo del personale dell'Alitalia, usarono le armi. La versione brigatista è da molti contestata ipotizzando la presenza di altre persone nel commando. Le risultanze della nuova perizia balistica eseguita nel 2015

Prossimamente

Il superkiller: la fine di un mito

Il famoso superkiller, presente in via Fani, che per anni ha riempito le pagine delle inchieste sul caso Moro, è soltanto un'invenzione giornalistica. L'analisi delle perizie balistiche, in special modo l'ultima effettuata nel giugno del 2015, dimostrano, non solo che il brigatista visto dal testimone Lalli non è lo stesso dei 49 colpi, ma ci dicono anche che non esiste nessun killer dalla mira infallibile..

Prossimamente

Tex Willer e Pecos Bill

ll brigatista posto all'altezza dello stop di via Fani non è un killer super specializzato ma Valerio Morucci. Malgrado tutti gli scritti che sminuisco la capacità del terrorista romano, la sua carriera nelle formazioni eversive, durata oltre 10 anni, testimonia la passione, al limite della mania, per le armi. A conferma gli scritti autobiografici dello stesso Morucci e le dichiarazione dei componenti della colonna romana delle BR..

Prossimamente

Il brigatista dal grilletto facile

Chi è il brigatista che da solo spara più colpi di tutti gli altri componenti del gruppo di fuoco? Secondo il memoriale di Valerio Morucci è Franco Bonisoli che occupa la posizione da cui furono sparati i 49 colpi. Come si conciliano il numero di colpi sparati e le dichiarazioni dello stesso Bonisoli sull'inceppamento della propria arma?

Prossimamente

I 49 colpi dell'Fna

Secondo le perizie balistiche un FNA spara, in Via Fani, 49 proiettili ma i caricatori del FNA hanno una capienza massima di 40 colpi. Se è vero quello che affermano i periti ci deve essere stato per forza un cambio di caricatore. Nessun brigatista parla però di un secondo caricatore. Esaminiamo le varie ipotesi su uno dei pochi particolari non ancora chiariti dell'agguato. Le nuove dichiarazioni di Franco Bonisoli.

Prossimamente

Il brigatista sulla destra

Nel gruppo di fuoco che agisce in Via Fani c'è un brigatista appostato sulla destra? Lo asserisce il testimone Marini e lo conferma la prima perizia balistica. Ma i brigatisti hanno negato con vigore la sua presenza. Ancora una volta, la nuova perizia balistica contribuisce a risolvere un altro dei "misteri" di Via Fani, la stessa commissione parlamentare d'inchiesta ammette che la prima fase dell’agguato si concretizza con l’esplosione di colpi solo dal lato sinistro.

Prossimamente

Le auto in via Licinio Calvo

Perché tutte e tre le auto usate dai brigatisti nell'agguato sono state lasciate in via L. Calvo? Perché il loro rinvenimento avviene nell'arco di tre giorni? Le auto sono state abbandonate tutte insieme pochi minuti dopo la strage, come sostiene Morucci, o sono state portate in via L. Calvo una alla volta per beffare le forze di polizia? Ricostruiamo i fatti e analizziamo le fantasiose conclusioni della nuova commissione Moro.

← Pagina Precedente Pagina 1 di 3 Pagina Successiva →