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Il caso Moro: la storia infinita

Il rapimento e l'uccisione di Aldo Moro è senz'altro l'evento criminale più analizzato della storia della nostra Repubblica.

Nonostante ciò, una vasta parte dell''opinione pubblica è convinta che il caso Moro nasconda ancora non si sa bene quali inconfessabili segreti. Le tesi dietrologiche ed i misteri di Via Fani

Cronaca di un rapimento: Il racconto dei 55 giorni più lunghi della Repubblica Italiana

menuvia fani

  Via Fani: ore 9:03

Sono le 9:03 del 16 marzo 1978 quando al centralino della Questura arriva la prima chiamata riguardo alcuni spari avvertiti in via Mario Fani.

Alla prima volante, giunta dopo pochi minuti, si presenta uno spettacolo agghiacciante: cinque uomini agonizzanti e due auto crivellate di colpi.

menuvia fani

  16 Marzo 1978 l'Italia tra incredulità e sgomento

La tranquillità di una mattinata di quasi primavera viene interrotta alle 9:25 da un'edizione straordinaria del giornale radio.

Aldo Moro presidente della DC è stato rapito e gli uomini della scorta trucidati. Inizia così la giornata più lunga della storia della Repubblica, con un paese sospeso tra incredulità e sgomento.

testimoni

   Via Fani: i testimoni oculari

Molte sono le persone che assistono all'azione brigatista e, grazie alle loro testimonianze, si ricostruisce, fin da subito, la dinamica dei fatti.

Alcune testimonianze come quelle di Alessandro Marini e Pietro Lalli saranno anche alla base di ipotesi più o meno fantasiose sull'agguato .

pentiti

  Via Fani: i racconti dei pentiti

Le confessioni dei pentiti permettono un ulteriore passo avanti nell'individuazione dei brigatisti presenti in Via Fani.

Le testimonianze di Peci, Savasta, e Fenzi iniziano anche a delineare i ruoli dei componenti l'agguato.

brigatisti

  Via Fani: la parola ai brigatisti

Dopo anni di silenzio, nel 1985, i protagonisti dell'azione di via Fani iniziano a parlare.

Sono Adriana Faranda e Valerio Morucci a raccontare, per primi, la vicenda Moro, prima in tribunale e poi nel famoso memoriale.

Seguono, nel tempo, i contributi degli altri componenti del commando da Moretti a Balzerani, da Fiore a Gallinari e Bonisoli.

agguato

 Via Fani: l'agguato

La ricostruzione dell'agguato di Via Fani basata sui racconti dei testimoni, le dichiarazioni dei pentiti e degli stessi brigatisti, le perizie balitiche e medico legali

Il ruolo di Moretti, l'inceppamento dei mitra del gruppo di fuoco, la reazione dell'agente Iozzino ed il passaggio della moto Honda

 

la fuga

 Via Fani: verso la prigione del popolo

Conclusa l'azione i brigatisti iniziano la fuga. Un percorso studiato nei minini particolari, con passaggi in strade secondari

In Piazza Madonna del Cenacolo Moro viene rinchiuso in una cassa di legno. Il furgone che lo trasporta arriva nel parcheggio della Standa di via Portuese. Qui un nuovo trasbordo su una Ami 8. Sono da poco passate le dieci quando l'auto arriva nella prigione del popolo di via Montalcini

OPERAIACCI

   Via Fani: superkiller od operaiacci?

L'agguato di via Fani è stata un azione di alta specializzazione militare o soltanto un attacco che si è basato sull'effetto sorpresa? Un azione perfetta di "geometrica potenza" o piena di imprevisti con mitra inceppati e manovre sbagliate?

Le conclusioni della prima commissione Moro, nel 1982, quasi mai citate nei lavori giornalistici sull'eccidio di via Fani..

>chi ha sparato

  Via Fani: il gruppo di fuoco brigatista.

Quante sono le persone che la mattina del 16 Marzo 1978 sparano in via Fani? I brigatisti hanno sempre sostenuto che solo 4 persone, vestite da avieri, usarono le armi.

I dubbi dell'opinione pubblica e le risultanze delle perizie balistiche.

 

superkiller

  Via Fani: il superkiller: la fine di un mito

Il famoso superkiller, presente in via Fani, che per anni ha riempito le pagine delle inchieste sul caso Moro, è soltanto un'invenzione giornalistica.

L'analisi delle perizie balistiche, in special modo l'ultima effettuata nel giugno del 2015, dimostrano, non solo che il brigatista visto dal testimone Lalli non è lo stesso dei 49 colpi, ma ci dicono anche che non esiste nessun killer dalla mira infallibile.

tex willler

  Via Fani: Tex Willer e Pecos Bill

ll brigatista posto all'altezza dello stop di via Fani non è un killer super specializzato ma Valerio Morucci. Malgrado tutti gli scritti che sminuisco la capacità del terrorista romano, la sua carriera testimonia la passione, al limite della mania, per le armi.

A conferma gli scritti autobiografici dello stesso Morucci e le dichiarazione degli altri terroristi

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  Via Fani: il Brigatista dal grilletto facile

Chi è il brigatista che da solo spara più colpi di tutti gli altri componenti del gruppo di fuoco?

Secondo il memoriale di Valerio Morucci è Franco Bonisoli, che occupa la posiizione da cui furono sparati i 49 colpi. Come si conciliano il numero di colpi sparati e le dichiarazioni dello stesso Bonisioli sull'inceppamento della propria arma?

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  Via Fani: le borse di Moro

Quante erano le borse che Aldo Moro aveva con se in macchina il 16 marzo. Quante sono state recuperate dalle Brigate Rosse, cosa contenevano le borse trafugate, semplici appunti o documenti segreti finiti nelle mani sbagliate?

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  Via Fani: le foto scomparse

Gherando Nucci, pochi minuti dopo l'agguato, scatta dal balcone di casa sua, una serie di foto. Il rullino, il giorno stesso della strage, viene consegnato alle autorità. Le foto sono però introvabili. Sono state fatte sparire perchè vi era ritratto qualcuno che non doveva stare in Via Fani o erano foto, come tante altre scattate quel giorno, e senza nessuna importanza?

 

 

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