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I fantasmi del caso Moro


 

Introduzione

via fani

 

Sono passati più di 40 anni dal rapimento e l'uccisione di Aldo Moro e dei cinque uomini della sua scorta. Cinque processi, tre commissioni di inchiesta parlamentare, di cui l’ultima da poco conclusa, hanno prodotto milioni di pagine di documentazione.Sulla vicenda sono stati scritti quasi un centinaio di libri, una serie innumerevole di articoli, sono state realizzate decine di inchieste televisive, prodotti quattro film ed una serie televisiva.

Questa enorme massa di informazioni non è riuscita a convincere gran parte dell’opinione pubblica che la verità sia stata appurata, anzi è diffusa la sensazione che il “caso Moro” nasconda ancora, non si sa bene quali, inconfessabili segreti.
Il motivo di questa sfiducia è sicuramente dovuto ad una molteplicità di fattori. Primo fra tutti la diffidenza, sempre più presente nell'attuale società mediatica, verso le versioni ufficiali
La produzione giornalistica, sfruttando questa tendenza, ha privilegiato,  nel caso Moro come in altre vicende, “l’aspetto dietrologico”, indagando su presunte incongruenze delle risultanze processuali e fornendo verità alternative spesso fantasiose.
I media, del resto, attratti dai titoli roboanti hanno spesso fornito un palcoscenico alle ricostruzioni più improbabili, relegando in secondo piano studi come quelli di Vladimiro Satta, Marco Clementi, Malio Castronuovo, per citare solo alcuni nomi, basati su analisi rigorose ma, purtroppo, con meno appeal.

Anni affollati.it” in “i fantasmi del caso Moro ” cercherà, nel suo piccolo, di contribuire a chiarire alcuni aspetti controversi del rapimento e dell’uccisione di Aldo Moro.
Perché abbiamo scelto fantasmi e non il più utilizzato misteri?
La definizione di “fantasmi” la dobbiamo a Fabio Lavagno, membro della seconda Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul caso Moro ed unico a non votare la terza relazione annuale. Nel libro, scritto con Vladimiro Satta, “Moro l’inchiesta senza finale” il capitolo da lui scritto si intitola “Nuova commissione e vecchi fantasmi.”

Anche noi crediamo sia giunto il momento di derubricare i “misteri” a “fantasmi”. Il termine mistero, nato non a caso, in ambito dietrologico, così recita: “cosa, fatto, avvenimento che sia oscuro, inspiegabile, nascosto”
Ebbene, delle decine di fatti, che ci vengono riproposti con puntualità quasi annuale in nuove pubblicazioni, di inspiegabile e nascosto c’è ormai ben poco.
Quelli di cui si continua a parlare sono invece fantasmi. Che cosa è un fantasma se non, “un'immagine non corrispondente a realtà, cosa inesistente, illusoria, puro prodotto di fantasia” e ancora “entità delle leggende e del folclore”
La dietrologia, continua a raccontare, ammantandole di mistero, circostanze spesso totalmente inesistenti o che hanno una loro spiegazione chiara e riscontrata da fatti oggettivi.

Con questo non vogliamo dire che, nella vicenda che ha portato al rapimento e l’uccisione del Presidente della Dc, tutto sia stato appurato. Sicuramente esistono delle zona d’ombra ancora non chiarite, in particolare riguardo le omissioni e le carenze degli apparati dello Stato, prima, durante e dopo quei terribili 55 giorni.

I “fantasmi di del Caso Moro” cerca, negli articoli che seguono, per quanto possibile, di esorcizzare quelle entità che ancora vacuamente aleggiano sul rapimento e la morte di Aldo Moro, impedendo una disamina serie e rigorosa della vicenda più traumatica della nostra Repubblica.

 


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